“Nel caso dei docenti a tempo determinato con contratto con scadenza al 30 giugno sussiste il diritto alla monetizzazione delle ferie”.

Le ferie dei docenti sono disciplinate dall’art. 1, commi 54 e ss. della legge n.228/2012.

In particolare, il comma 54 prevede che “Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”

Il comma 55 dell’art. 1 della legge n.228/2012 ha modificato l’art. 5, comma 8, del D.L. 95/2012, conv. in L. 135/2012, che esclude la monetizzazione delle ferie non fruite.

Ciò non vale, tuttavia, per il personale a tempo determinato, in quanto la norma, così modificata, specifica che: “Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”.

In sintesi, anche per il docente a tempo determinato, valgono i seguenti principi:

  1. durante il periodo di sospensione delle lezioni il docente è considerato in ferie ex lege;
  2. il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute scatta nel caso in cui il docente abbia maturato un numero di giorni di ferie superiore ai giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, sommati ai giorni di ferie eventualmente già goduti durante il periodo di normale attività scolastica nel periodo successivo alla cessazione delle lezioni.

Su questi due punti è però intervenuta la normativa comunitaria (la Dir. N. 2003/88/CE, art. 7, in combinazione con la Carta de diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 31) e la lettura datane dalla Corte di Giustizia (tre sentenze del 6 novembre 2018, rispettivamente in cause riunite C-569/16 e C-570/16; causa C-619/16; in causa C-684/6), in base alla quale non sarebbe legittima una normativa nazionale in applicazione della quale il lavoratore che non ha chiesto di poter esercitare il proprio diritto alle ferie annuali retribuite prima della cessazione del rapporto di lavoro perda automaticamente i giorni di ferie annuali retribuiti cui aveva diritto.

Sulla scorta di questa disciplina comunitaria, la giurisprudenza di legittimità (Cassazione civile – Sezione Lavoro n. 14268/2022) e di merito (tra le sentenze anche Tribunale di Firenze, sentenza 27 luglio 2023, dott. Gualano) ha affermato il seguente principio di diritto: “nel caso dei docenti a tempo determinato con contratto con scadenza al 30 giugno il diritto alla monetizzazione delle ferie sussiste ove il docente abbia maturato un numero di giorni di ferie superiore ai giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, sommati ai giorni di ferie eventualmente goduti durante il periodo di normale attività scolastica o successivamente alla cessazione delle lezioni. Il suddetto diritto alla monetizzazione può essere escluso, alla luce dei principi comunitari, solo ove l’amministrazione provi di aver adeguatamente informato il docente del diritto a godere delle ferie successivamente alla cessazione delle lezioni e lo abbia altresì invitato ad esercitarlo”. Oltre al risarcimento per le ferie non godute, pari a circa 1.000 euro, il giudice ha stabilito che il ministero è tenuto anche “al pagamento di interessi e la rivalutazione monetaria ISTAT”.

Si conclude che in materia la prescrizione è decennale e non quinquennale, non essendo il diritto alla monetizzazione delle ferie un istituto, in senso stretto giuslavoristico, ma essendo soprattutto un inadempimento contrattuale.

 

Avv. Carlo Cavalletti
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