Diritto Civile

Sulla ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge superstite e coniuge divorziato (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 25656 pubblicata il 13.11.2020).

Sulla ripartizione della pensione di reversibilità..[..]

  • Data: 28 Novembre

 

Con la pronuncia in commento la Suprema Corte ritorna sul tema della ripartizione della pensione di reversibilità tra ex coniuge e vedova.

La vicenda prendeva le mosse dall'impugnazione, proposta dalla coniuge divorziata avverso la decisione che rideterminava gli importi e, nello specifico, veniva assegnata la quota del 60% nei confronti del coniuge superstite e del figlio minore e la quota del 40% nei confronti della stessa.

A parere della ricorrente la Corte territoriale non aveva tenuto in considerazione delle circostanze rilevanti di conseguenza la decisione non rispondeva ai criteri previsti dall'art. 9 della legge 898 del 1970.

Gli Ermellini ritenevano il ricorso inammissibile e precisano i criteri da seguire per la ripartizione della pensione di reversibilità, riprendendo la giurisprudenza consolidata sul tema.

Nello specifico i Giudici della Suprema Corte ricordano che la ripartizione va effettuata, oltre che in base al criterio della durata dei matrimoni, anche in base ad altri elementi, come la durata delle convivenze prematrimoniali. La convivenza, infatti, assume un autonomo rilievo giuridico, occorrendo che il coniuge in questione provi stabilità ed effettività della comunione di vita prematrimoniale.

Inoltre, bisogna far riferimento, anche, all'entità dell'assegno di mantenimento, riconosciuto all'ex coniuge, alle condizioni economiche dei due soggetti aventi diritto e alla durata delle rispettive convinvenze. In merito a tali ultimi criteri occorre precisare che, per quanto riguarda la durata della convivenza, non va confusa con quella del matrimonio e l'entità dell'assegno non deve considerarsi un limite legale alla quota di pensione attribuibile all'ex coniuge.

Nel caso di specie, a parere della Suprema Corte la decisione dei giudici era corrispondente ai criteri indicati.

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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