Indennità di preavviso per lavoratori nel settore sanitario assunti in emergenza Covid.

Indennità di preavviso per lavoratori ..[..]

  • Data: 29 Gennaio

  

Ormai da circa un anno la pandemia ha rivoluzionato diversi aspetti della quotidianità sia dal punto di vista lavorativo che personale.

Tanti sono stati gli interventi normativi adottati nel corso di questi mesi che hanno posto, in alcuni casi, problemi sul piano attuativo.

Un settore interessato è sicuramente il mondo del lavoro in cui abbiamo visto attuare una diversa regolamentazione delle modalità di svolgimento della prestazione, come ad esempio l'incentivazione allo smart working. Altro aspetto da evidenziare è la necessità di organico che la situazione di emergenza ha generato nel settore sanitario. Le strutture sanitarie, infatti, oltre ad impiegare nei reparti covid il personale specializzato, già assunto, ha dovuto procedere con nuove assunzioni al fine di poter garantire, al servizio sanitario nazionale, una piena ed efficiente operatività.

Immediato è stato l'inserimento di operatori necessari sia tramite scorrimento di graduatorie da concorso pubblico o da avviso pubblico o tramite procedure di mobilità e avvisi per manifestazione di interesse.

Da un lato, è stata positiva ed immediata la risposta da parte dei lavoratori, dall'altro, però, si evidenziano difficoltà nei confronti del personale già impiegato presso un datore di lavoro privato.

Numerosi sono i casi in cui il datore di lavoro privato, a seguito di dimissioni presentate dal lavoratore, ha trattenuto, ingiustamente, il mancato preavviso.

Le ordinanze regionali, però, risultano chiare sul punto affermando che, in tali casi, i lavoratori sono esonerati dal rispetto del termine di preavviso.

Di nostro interesse è l'ordinanza della Regione Toscana n.108 del 13 novembre 2020.

La predetta ordinanza, oltre a disciplinare le modalità di assunzione del personale covid, prevede che: “Gli operatori sanitari e socio-sanitari che risponderanno alle chiamate in via d’urgenza, rispetto ai quali non sia praticabile il differimento nell’ingresso in servizio di cui al precedente punto 4 c) in ragione di un’urgenza oggettivamente non comprimibile ovvero che abbiano termini di preavviso per la cessazione del rapporto di lavoro superiore al mese, sono esonerati dal rispetto del termine di preavviso normativamente previsto, in analogia con quanto già disposto da altre Regioni”.

Il dato normativo, seppur certo, nella pratica non risulta attuato con la conseguenza che molti lavoratori,  disponibili ad assumere l'incarico in via d'urgenza, non potendo rispettare i termini contrattuali a causa dell'emergenza sanitaria, sono stati privati di ciò che la normativa emergenziale prevede.

Tale comportamento, oltre a creare un danno economico, manifesta l'integrazione di una appropriazione indebita che non trova alcun fondamento né nelle norme né nei provvedimenti e disposizioni e regolamentazioni regionali.

Lo Studio Legale Cavalletti sta affrontando tali problematiche al fine di tutelare i diritti dei lavoratori ed ottenere, nel rispetto della normativa vigente, il riconoscimento di quanto previsto.

                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Articolo redatto dall' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

Tel: 050540471

Fax. 050542616

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