Il limite di credito erariale per iscrivere ipoteca si applica anche ai procedimenti pendenti. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 993 del 20.01.2021).

Il limite del credito erariale per iscrivere ipoteca.[..]

  • Data:10 Febbraio

  

La pronuncia in esame riguarda il limite di credito erariale per poter procedere ad iscrizione di ipoteca.

Nello specifico il caso sorgeva a seguito di un ricorso che un contribuente proponeva contro l'agente di riscossione.

In primo grado l'agente veniva condannato al risarcimento dei danni per aver iscritto illegittimamente ipoteca ex art 77 d.p.r. 602/1973 sui beni del contribuente per debiti inferiori al limite di ottomila euro.

In secondo grado l'iscrizione veniva ritenuta legittima in quanto al momento della sua iscrizione il limite era fissato in tre milioni di lire, limite valido fino all'emanazione della legge n. 248/2005.

A parere del contribuente, invece, la modifica all'art 76 del d.p.r. trovava applicazione anche con riferimento agli atti da compiersi per impulso dell'agente nei procedimento pendenti al 3 dicembre 2005.

La questione giungeva all'attenzione della Suprema Corte la quale condivideva quanto sostenuto dal contribuente.

Gli Ermellini richiamavano, altresì, la pronuncia delle Sezioni Unite e ribadivano il rapporto di preordinazione da valere in tema di riscossione delle imposte tra l'iscrizione ipotecaria ex art 77 del d.p.r 602/1973 e l'espropriazione immobiliare. Pertanto confermava l'applicabilità dei limiti all'esecuzione, di cui all'art 76, all'iscrizione.

In definitiva la Corte afferma che: "la modifica, affidata alle leggi nel tempo succedutesi, delle differenti soglie dell'ammontare del credito per cui il concessionario può procedere in via esecutiva alla realizzazione del credito tributario e quindi del limite entro il quale è fatto divieto al riscossore di procedere ad iscrizione ipotecaria nei confronti del privato debitore, deve trovare applicazione, nella natura procedimentale di quel limite, rispetto ai procedimenti che siano ancora pendenti alla data dell'entrata in vigore delle norme nel tempo succedutesi nel fissare i nuovi importi ai limiti di procedibilità".

                                                                                                                                                                                                                                                                  

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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