Licenziamento per superamento del periodo di comporto e onere probatorio. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 22794 del 20 ottobre 2020).

Licenziamento per superamento del  ..[..]

  • Data: 06 Novembre

 

Nella pronuncia in esame la Suprema Corte affronta il tema del licenziamento irrogato a causa del superamento del periodo di comporto, previsto nel regolamento sociale, con attenzione all'onere della prova.

La vicenda sorgeva a seguito di appello proposto dalla società datrice di lavoro avverso la decisione del Giudice del Lavoro del Tribunale competente, il quale aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimato al lavoratore.

La Corte di Appello rigettava l'appello proposto.

In particolare il Giudice di prime cure aveva osservato che non vi era prova della sussistenza del rapporto associativo tra le parti con la conseguenza che trovava applicazione il CCNL di categoria in base al quale la lavoratrice non aveva superato il periodo di comporto previsto dalla contrattazione collettiva.

La società, a fronte della contestazione del rapporto associativo, avrebbe dovuto produrre tempestivamente la documentazione idonea e nello specifico il verbale del Consiglio di Amministrazione. Quest'ultimo, infatti, per i giudici di secondo grado, rappresentava un documento necessario al fine di dimostrare la natura sociale del rapporto il cui onere era, in capo alla resistente. Produzione ritenuta tardiva in sede di appello.

La vicenda giungeva così dinanzi alla Suprema Corte la quale cassava la sentenza e rinviava alla Corte di Appello competente, in diversa composizione, anche per le spese.

Gli Ermellini evidenziavano che l'onere probatorio, in merito alla sussistenza del rapporto associativo, compete alla società, in assenza del quale, occorre escludere la possibilità di attribuire al lavoratore la qualifica di socio- lavoratore con la conseguenza che lo stesso sarà considerato lavoratore subordinato puro e semplice.

In merito al licenziamento per superamento del periodo di comporto la Corte rammenta i principi giurisprudenziali in materia e ribadisce che il licenziamento, in questi casi, è assimilabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo e il datore di lavoro, pur potendo limitarsi a documentare le assenze, ha l'onere in sede giudiziaria di allegare e provare i fatti costitutivi del potere esercitato.

 

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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