Non è necessario l'uso di formule solenni per interrompere la prescrizione. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 15140 del 31.05.2021).

Non è necessario l'uso di formule [..]

  • Data:11 Giugno

 

La vicenda sorgeva a seguito di un giudizio introdotto da alcuni eredi.

La domanda veniva accolta in primo grado ed il Tribunale condannava parte convenuta a realizzare un muretto di confine tra il terreno di proprietà degli attori e quello acquistato dal convenuto così come previsto contrattualmente nella compravendita e nella scrittura privata.

Venivano rigettate, però, l'ulteriore domanda di risarcimento per il furto subito in abitazione per difetto di prova del nesso di causa nonché la domanda di garanzia formulata dal convenuto nei confronti del proprio avente causa.

Parte soccombente appellava la decisione e, la Corte di Appello competente, in parziale accoglimento dell'appello, riduceva la condanna alle spese di lite di primo grado in capo al convenuto. Quest'ultimo, pertanto, agiva dinanzi alla Suprema Corte.

Parte ricorrente lamentava violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1219 e 2943 comma 4 c.c. in quanto la sentenza sarebbe illegittima per aver rigettato l'eccezione di prescrizione del diritto vantato dai resistenti.

A parere  del ricorrente, infatti, alle raccomandate inviate non poteva attribuirsi efficacia interruttiva in quanto formulate come semplici inviti e privi del carattere di intimazione propria degli atti interruttivi.

La Suprema Corte, ritenendo il motivo non fondato, rigettava il ricorso precisando che, un atto, al fine di avere efficacia interruttiva, oltre all'indicazione del soggetto indicato deve contenere l'esplicitazione di una pretesa  o la richiesta di un adempimento che sia idonea a manifestare la volontà di far valere inequivocabile il proprio diritto  con l'effetto di costituzione in mora.

Per quanto riguarda la costituzione in mora i Giudici chiarivano che non si tratta di un requisito  soggetto a formule solenni ma è sufficiente che il creditore manifesti la volontà di ottenere il soddisfacimento del proprio diritto.

Assume rilevanza, anche, l'atteggiamento del soggetto obbligato il quale, nel caso di specie, nelle  missive, riconosceva la pretesa del  creditore e la volontà di adempiere.

Risultava, pertanto, presente il riconoscimento del diritto con relativa interruzione del termine prescrizionale.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è atto idoneo ad interromperla. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 18672 depositata l'11.07.2019).

Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è [..] 

  • Data: 31 Luglio

Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è atto idoneo ad interromperla. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 18672 depositata l'11.07.2019).

 

L'intervento a Sezioni Unite dirime il contrasto in materia di prescrizione in caso di azione di garanzia per vizi a seguito di un contratto di compravendita.

In particolare la Corte chiarisce che, anche, l'atto stragiudiziale di messa in mora è sufficiente ad interrompere il termine di prescrizione.

La giurisprudenza sul punto si divideva tra chi,  riteneva sufficiente ad interrompere la prescrizione qualsiasi comunicazione stragiudiziale e fra chi, invocando la particolare natura della garanzia per vizi, riteneva non applicabile la disciplina generale delle cause interruttive.

La Corte ha risolto il contrasto ritenendo, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 1219 c.c. e 2943 c.c. idonei ad interrompere la prescrizione sia l'atto di costituzione in mora sia la domanda giudiziale.

Pertanto, nel caso di un contratto di contratto di compravendita, è sufficiente che l'acquirente comunichi i vizi al venditore tramite una comunicazione formale ai sensi dell'art. 1219 c.c.

Le Sezioni Unite specificano che basta la manifestazione di volontà del compratore, di esercitare la garanzia anche quando il soggetto riservi, in un momento successivo, la scelta del tipo di tutela.

L'acquirente, nel momento in cui decide di far valere la garanzia fa valere l'inadempimento di una obbligazione del venditore, pertanto, è lecita anche una manifestazione di volontà in tal senso di natura extraprocessuale.

Il principio affermato dalla Corte mira ad evitare di ricorrere in giudizio tutte le volte in cui occorre interrompere il termine breve di prescrizione.

A parere della Corte consentire l'interruzione della prescrizione tramite l'atto stragiudiziale potrebbe evitare l'aumento di giudizi inutili, infatti, consente al venditore, avvisato del vizio presente, di intervenire senza la necessità di un'azione giudiziale.

 

Commento dell' Avv. Mariangela Caradonna

 

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