Ha diritto all'indennizzo il lavoratore vittima di un sinistro nel percorso casa-lavoro (Corte di Cassazione, Sezione lavoro n. 18659 dell'8 settembre 2020).

Ha diritto all'indennizzo il lavoratore vittima ..[..]

  • Data:22 Settembre

 

Una donna, in seguito ad un sinistro occorso al coniuge nel tragitto casa-lavoro,  agiva in giudizio al fine di ottenere le prestazioni Inail, in qualità di vedova ed erede insieme alle figlie.

Il sinistro avveniva nel tragitto casa-lavoro al termine di un permesso che il soggetto, poi, deceduto aveva richiesto per motivi personali.

La domanda della donna veniva accolta in primo grado ma rigettata in sede di appello.

La stessa, pertanto, adiva la Suprema Corte, dove lamentava l'esclusione del nesso di causa tra infortunio ed attività lavorativa in quanto il marito aveva usufruito di un permesso per motivi personali.

Rilevava, altresì, l'omesso esame di un fatto decisivo ovvero la circostanza che il sinistro avveniva nel percorso che il marito compiva da casa a lavoro.

Gli Ermellini accoglievano il ricorso riconoscendo il diritto della donna ad ottenere l'indennizzo per la morte del marito a causa di un sinistro avvenuto nel tragitto casa-lavoro.

La Corte afferma, infatti, che la norma ha ampliato la tutela assicurativa a tutti gli infortuni che collegano al casa del lavoratore al luogo di lavoro.

In base a quanto sopra, per la Suprema Corte, non è condivisibile l'interpretazione della Corte di Appello secondo la quale la fruizione dei permessi personali interromperebbe il nesso di causa con l'attività lavorativa.

Infatti il permesso sospende l'attività lavorativa nell'interesse del lavoratore così come le pause e i riposi e durante tale periodo non si può escludere la tutela del lavoratore.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti  iscritto Albo Cassazionisti

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Infortunio sul lavoro: risponde penalmente il datore di lavoro per omessa formazione del dipendente (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 23947 del 14 agosto 2020).

Infortunio sul lavoro: risponde penalmente il datore ..[..]

  • Data:11 Settembre

 

La vicenda in esame sorgeva a seguito di un infortunio sul lavoro.

Nello specifico il lavoratore riportava lesioni personali gravi da cui derivava una incapacità ad attendere alle occupazioni ordinarie per un periodo superiore ai 40 giorni.

L'evento si verificava durante l'utilizzo di un macchinario, in particolare di un muletto con il quale veniva spostata una saldatrice.

In primo grado e in appello il legale rappresentante della società veniva ritenuto responsabile e veniva condannato alla pena pecuniaria di legge per il reato di cui all'art. 590 comma 1 e 3 c.p.

Il datore di lavoro ricorreva, pertanto, dinanzi alla Suprema Corte dove contestava la condanna, la ricostruzione dei fatti nonché l'omesso riconoscimento della condotta abnorme della persona offesa.

Evidenziava, altresì, la condotta del dipendente, in quanto imprudente, pericolosa e, pertanto, vietata.

Gli Ermellini dichiaravano il ricorso inammissibile e ritenevano responsabile, penalmente, il datore di lavoro.

In primo luogo ritenevano corretta la pronuncia emessa dalla Corte di Appello competente ed, in applicazione dei principi in materia, affermava che : “il datore di lavoro- quale responsabile della sicurezza dell'ambiente di lavoro- è tenuto a dare ai lavoratori una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, fornendo specifiche informazioni sulle modalità di svolgimento delle attività lavorative e sull'uso dei macchinari e quindi ad eliminare le fonti di pericolo per i lavoratori dipendenti e risponde pertanto dell'infortunio occorso al dipendente a causa della mancanza di tali requisiti.”

 

 

 

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti

              

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Ipotesi di responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni dei propri dipendenti

L’infortunio sul lavoro, viene sanzionato dalla legge penale attraverso i reati di lesioni colpose e di omicidio colposo. In entrambi i casi si potrà ravvisarsi la colpa (e quindi la responsabilità) del datore di lavoro (o dei soggetti specificamente preposti alla sicurezza sul luogo di lavoro) se dovesse risultare la mancata osservanza delle regole che impongono l’adozione di efficaci misure di sicurezza per la tutela della salute sul luogo di lavoro.
Lo Studio è in grado di offrire la propria assistenza nella gestione della vicenda infortunistica - oltre che per i profili risarcitori e giuslavoristici - anche per i profili penali ad essa connessi.

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