Guida in stato di ebbrezza e avviso orale della facoltà di assistenza legale: spetta al Giudice verificare l'attendibilità della testimonianza. (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 18349 del 12.05.2021).

Guida in stato di ebbrezza e avviso orale della facoltà [..]

  • Data:22 Maggio

 

Il Tribunale emetteva pronuncia nei confronti di un imputato per il reato di guida in stato di ebbrezza di cui all'art 186 commi 2 lett. c), 2 bis e 2 sexies d.lgs 30 aprile 1992 n. 285.

In sede di appello la sentenza veniva riformata e l'uomo condannato alla pena di un anno di arresto e 5.500,00 di ammenda con sanzione amministrativa di revoca della patente.

L'imputato ricorreva dinanzi alla Suprema Corte dove rilevava quanto segue.

In primo luogo parte ricorrente contestava l'utilizzabilità dell'esame ematico affermando di non essere stato avvisato previamente della facoltà di farsi assistere da un legale durante il prelievo.

In particolare, secondo il ricorrente, la Corte ha erroneamente utilizzato i risultati del prelievo sulla base della prova testimoniale dell'avviso reso in forma orale.

L'imputato lamentava, altresì, vizio di motivazione sulla richiesta del PM di rinnovare l'istruttoria in quanto la condanna risultava fondata su una testimonianza contrastante con quanto dichiarato dal responsabile. Veniva contestava, inoltre, l'applicazione delle circostanti aggravanti nonché il trattamento sanzionatorio.

Infine deduceva illogicità e contraddittorietà  della motivazione in merito alle dichiarazioni rese da un testimone in quanto la Corte giustificava la mancata verbalizzazione dell'avviso a causa dell'urgenza.

Gli Ermellini annullavano la sentenza e rinviavano alla Corte di Appello in diversa composizione fornendo alcune precisazioni in merito alla vicenda.

La Suprema Corte, in particolare ha ritenuto fondato il quarto motivo, in quanto la ragione dell'urgenza non era desumibile dal caso concreto, enunciando il seguente principio: “La prova dell'avviso di cui all'art. 114 disp. att. cod.proc.pen. non deve essere offerta esclusivamente in base al contenuto del verbale di cui all'art. 357 cod.proc.pen., in cui, secondo quanto stabilito dall'art.115 disp. att. Cod. proc. pen., l'annotazione di tale adempimento non è prescritta; ove la predetta prova trovi la sua fonte in una deposizione testimoniale, il giudice di merito è tenuto a verificare l'attendibilità della testimonianza in merito a quanto dal testimone direttamente percepito nell'immediatezza dei fatti ma non verbalizzato, dando conto delle specifiche ragioni sottese alla mancata verbalizzazione dell'avviso.”

 

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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Inattendibile il risultato dell'alcoltest se effettuato diverse ore dopo il sinistro (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 39725 depositata il 27.09.2019).

 Inattendibile il risultato dell'alcoltest se effettuato ..[..]

  • Data: 29 Ottobre

Inattendibile il risultato dell'alcoltest se effettuato diverse ore dopo il sinistro (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 39725 depositata il 27.09.2019).

Il caso prendeva le mosse da un ricorso presentato da un automobilista, responsabile per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un sinistro stradale.

In primo grado l'automobilista veniva ritenuto responsabile.

La Corte di appello riformava parzialmente la sentenza e applicava la riduzione della pena in quanto quella inflitta dal giudice di primo grado era ritenuta illegale poiché superiore al massimo edittale.

I giudici di appello ritenevano comunque provato il fatto che, al momento della misurazione del tasso alcolemico, questo fosse alto nonostante fosse stato rilevato tre ore dopo l'incidente, inoltre, la circostanza addotta dalla difesa, secondo la quale l'assunzione di alcol sarebbe avvenuta dopo il sinistro e durante la consumazione della cena, non era stata opposta agli agenti al momento della misurazione.

L'uomo pertanto proponeva ricorso in Cassazione.

Secondo il ricorrente la Corte aveva erroneamente ritenuto raggiunta la prova dell'assunzione di alcolici in misura oltrepassante il limite di legge.

Nello specifico la difesa sosteneva che, le prove alcolimetriche, avvenute dopo alcune ore dall'incidente, non  sorreggevano la ricostruzione offerta dall'automobilista, il quale affermava di aver bevuto durante la cena e dopo il sinistro. La difesa rilevava, altresì, come il riferimento alle precedenti condanne per lo stesso reato fosse “inconferente”.

A parere della difesa occorreva tenere in considerazione che il tasso alcolemico raggiunge il valore elevato nel sangue tra i venti e i sessanta minuti dopo l'assunzione fino a quando l'andamento della curva è ascendente e successivamente inizia a degradare.

Dai test effettuati sul soggetto interessato, il tasso risultava in salita nonostante venisse contestata l'assunzione di bevande alcoliche almeno tre ore prima.

La Suprema Corte ricorda anche che le tempistiche di assorbimento e di smaltimento delle bevande alcoliche non sono dati determinabili in astratto e validi per la generalità dei casi ma variano da soggetto a soggetto.

Pertanto, per la Corte, ai fini dell'eventuale condanna è necessario valutare la presenza di altri elementi indiziari.

La Suprema Corte, pertanto, ha annullato la sentenza con rinvio ritenendo che, i valori, rilevati dopo un certo lasso di tempo dall'assunzione di alcol, non possono ritenersi validi ed idonei ad accertare, con certezza, lo stato di ebbrezza risalente ad un tempo precedente rispetto a quello del controllo effettuato nel caso in cui la parabola sia ancora ascendente durante il test.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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Guida in stato di ebbrezza

Rispetto alla fattispecie punita dall’art. 186 C.d.S. lo Studio offre un’assistenza a 360° che va dalla gestione della vicenda prefettizia relativa alla sospensione cautelativa della patente di guida, all’eventuale confisca del mezzo, sino all’assistenza nel procedimento penale, con particolare attenzione ai possibili meccanismi alternativi di definizione del processo (e, segnatamente, all’esecuzione dei lavori socialmente utili).

 

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Possibile applicare la particolare tenuità del fatto nel caso di rifiuto dell'alcoltest (Cassazione Penale, Sez. Unite, 6 aprile 2016 n. 13682)

Possibile applicare la particolare tenuità del fatto nel caso di rifiuto dell'alcoltest

  • Data: 21

Con la presente sentenza le Sezioni Unite Penali della Cassazione riconoscono che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto- di cui all'art. 131 bis c.p.- può operare anche con riferimento al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcoolmetrico di cui all'art. 186, comma 7, codice stradale.
Il caso riguarda un soggetto che si era appunto rifiutato di sottoporsi al test e ed al quale era stato contestato il reato di cui all'art. 186, comma 7, codice della strada e condannato sia in primo grado che in appello.
Al ricorso in Cassazione la IV Sezione decideva di investire della questione le Sezioni Unite avendo rilevato la presenza di un contrasto di giudicato intendendo aderire all'orientamento secondo cui l'illecito in questione si risolve in una condotta di dissenso che è sempre uguale a se stessa.
Le Sezioni Unite decide in forza della valorizzazione del profilo della offensività di una condotta che si presenta conforme e sussumibile alla fattispecie astratta delineata dalla norma incriminatrice.
Il profilo dell'offensività è costruito intorno ai profili della modalità della condotta, dell'esiguità del danno e del pericolo o grado di colpevolezza valutata ai sensi dell'art. 133 c.p; a conferma di ciò la Cassazione rileva quale indice di gravità anche le modalità concrete.
Di fatto anche nei reati di pericolo presunto occorre valutare la pericolosità della condotta tipica e quindi occorre avere margine per apprezzare in concreto quale sia il pregiudizio relativamente al bene tutelato.
Ne consegue quindi che anche in relazione al rifiuto di effettuare il test alcoolmetrico di cui all'art. 186, comma 7, cod. stradale può operare la causa di non punibilità di cui all'art. 131 bis c.p.c

 

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