Pensione di reversibilità e “vivenza a carico” (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 23058 depositata il 22 ottobre 2020).

Pensione di reversibilità e “vivenza a carico”   ..[..]

  • Data: 30 Ottobre

 

La Suprema Corte ritorna sul tema della pensione di reversibilità da erogare nei confronti dei figli inabili.

Nel caso di specie la figlia inabile al 100% chiedeva il riconoscimento della pensione di reversibilità del genitore defunto.

La domanda veniva rigettata sia in primo grado che in sede di appello.

Nello specifico la Corte di Appello competente confermava il rigetto disposto dal Tribunale di primo grado in quanto insussistente il requisito della “vivenza a carico” dell'ascendente al momento della morte del genitore. In sede istruttoria emergeva che la figlia era titolare di reddito.

Parte soccombente agiva così dinanzi alla Suprema Corte, l'Inps resisteva con controricorso.

La ricorrente lamentava la violazione da parte della Corte di Appello del requisito di vivenza a carico così come indicato dalla circolare Inps n. 185/2015 e come interpretato dalla giurisprudenza della Suprema Corte. Al fine di accertare la non autosufficienza economica necessaria per il riconoscimento della pensione di reversibilità occorre fare riferimento al limite indicato dal dl. n. 663 del 1979, considerando solo i redditi assoggettati ad irpef.

Rilevava, altresì, il mancato accertamento del requisito dell'inabilità.

Gli Ermellini ritenevano fondato il primo motivo del ricorso ed assorbito il primo affermando che : "i figli in età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro si considerano a carico dell'assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa".

Ai fini della vivenza a carico occorre che il soggetto sia sprovvisto di mezzi di sussistenza autonomi e che sia mantenuto dal de cuius.

Nel caso in esame la Corte, in sede di appello, ha escluso la vivenza a carico della figlia solo sulla base del dato reddituale della stessa senza considerare anche l'effettivo mantenimento della figlia da parte del defunto e, in caso di esito positivo, procedere alla verificare delle condizioni sanitaria del soggetto inabile.

 

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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