Diritto al pagamento delle ferie non godute (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 13613 del 2 luglio 2020).

Diritto al pagamento delle ferie non godute...[..]

  • Data:10 Luglio

 

 

Con la decisione in commento la Suprema Corte affronta il tema del pagamento delle ferie non godute.

La vicenda prendeva le mosse da un giudizio dove un lavoratore, nello specifico un dirigente medico, chiedeva il pagamento delle ferie non godute.

La Ausl veniva condannata sia in primo grado che in appello.

Il datore di lavoro, pertanto, ricorreva dinanzi alla Suprema Corte, la quale riteneva la sentenza di appello conforme ai principi contenuti nella decisione della Grande Sezione della CGUE.

Gli Ermellini, infatti, ricordavano che il diritto alle ferie è irrinunciabile, diritto garantito dall'art 36 della Costituzione e dall'art 7. della direttiva 2003/88/CE.

La Corte richiama, altresì, l'interpretazione fornita dalla Grande Sezione la quale ha affermato testualmente che:“il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite" che deve essere considerato “un principio particolarmente importante del diritto sociale dell'Unione, al quale non si può derogare".

Il datore di lavoro, in virtù dell'imperatività del diritto alle ferie, deve assicurarsi che il lavoratore sia posto nelle condizioni di poter fruire delle ferie retribuite.

Il datore, infatti, deve invitare ed informare il lavoratore, anche formalmente, della possibilità di fruire delle ferie avvisandolo che, in caso contrario, queste andranno perse.

Sarà onere del datore di lavoro dimostrare di essere stato diligente e di aver posto il lavoratore nelle condizioni di poter usufruire delle ferie.

Nel caso in esame il datore di lavoro non era riuscito a dimostrare di aver usato la diligenza necessaria per porre il lavoratore nelle condizioni di poter sfruttare le ferie alle quali aveva diritto.

Di conseguenza, il mancato versamento di un'indennità finanziaria per le ferie annuali non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro, si pone in contrasto con i principi suesposti ovvero con l'art 7 della direttiva 2003/88 e dell'art 36 della Costituzione.

Corretta, pertanto, la condanna della datrice di lavoro al pagamento di una indennità sostitutiva.

      

Commento dell'Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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In caso di mancata corresponsione dell'indennità per ferie non godute la busta paga prova il diritto del lavoratore. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 16656 depositata il 21.06.2019).

In caso di mancata corresponsione dell'indennità per ferie non godute la busta paga [..] 

  • Data: 9 Luglio

In caso di mancata corresponsione dell'indennità per ferie non godute la busta paga prova il diritto del lavoratore. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 16656 depositata il 21.06.2019).

 

Nel caso in esame si discute sul diritto del lavoratore alla corresponsione dell'indennità sostitutiva per permessi, ferie non godute e festività soppresse.

La vicenda riguarda un dipendente che aveva chiesto il riconoscimento di tale diritto, diritto che in primo grado gli veniva negato.

La Corte di Appello, in riforma della sentenza, invece, riconosceva al lavoratore la somma di € 9.984,32 a titolo di indennità per ferie non godute, permessi e festività soppresse oltre rivalutazione ed interessi legali.

Il ragionamento seguito dalla Corte attribuisce valenza probatoria alle buste paga, presentate dal dipendente, buste paga, dalle quali si evinceva lo svolgimento dell'attività lavorativa in maniera ininterrotta per diversi anni.

Nel caso in cui dalle buste paga risulti evidente il mancato godimento del riposo retribuito, così come previsto dal contratto di lavoro collettivo, il diritto del lavoratore sarà provato e legittimo.

Il datore di lavoro, proponeva ricorso per Cassazione sulla base di due motivi:

  • mancata prova da parte del dipendente dell'attività lavorativa svolta in eccedenza;
  • valore probatorio della busta paga relativo.

La Corte, dichiara il ricorso inammissibile.

Il principio ricavato dalla decisione esaminata è quello in base al quale, la busta paga ha valenza probatoria per quanto riguarda il riconoscimento dell'indennità per ferie non godute, con la conseguenza che spetterà al datore di lavoro fornire prova contraria ai sensi e per gli effetti dell'art. 2697 c.c.


Commento dell' Avv. Mariangela Caradonna

Avv. Carlo Cavalletti Patrocinante in Cassazione

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