Sussiste la responsabilità dell'ente gestore ex art. 2051 c.c. indipendentemente dalla presa in consegna formale della strada (Tribunale di Pisa sentenza n. 932 anno 2016)

Sussiste la responsabilità dell'ente gestore ex art. 2051 c.c. [..]

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Con atto di citazione, regolarmente notificato l'attore citava in giudizio Comune di Cascina, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, dinanzi al Tribunale di Pisa per accertare la responsabilità del Comune nel sinistro avvenuto in prossimità di un cavalcavia e condannare ente lo stesso al risarcimento del danno materiale così come indicato in narrativa oltre al danno biologico, patrimoniale e non, nella misura che sarà accertata in corso di causa. Si costituiva il Comune eccependo il difetto di legittimazione passiva riferendo come da verbali con la Provincia non risultasse la presa in consegna del tratto stradale. Durante il processo veniva acquisita ulteriore documentazione amministrativa e sentiti testimoni. Il G.I. così decideva: “condanna il Comune a pagare la somma di € 12.305,44 oltre rivalutazione monetaria e interessi legali e condanna altresì il Comune al pagamento di tutte le spese processuali pari ad € 4.835,00 oltre a quelle di CTU e CTP”. Il caso trae origine da un motociclista che- durante un percorso – cadeva rovinosamente a terra su di un cavalcavia a causa del dislivello sul tratto stradale; l'attore si rivolgeva all'avvocato Carlo Cavalletti di Pisa che sosteneva le proprie ragioni nel corso sia della trattativa stragiudiziale che nel successivo giudizio e – all'esito del processo – vedeva accogliere in toto quanto sostenuto. La sentenza appare interessante nella parte in cui il Giudice – rispondendo alla eccezione del Comune secondo cui non avrebbe preso in carico la strada (assenza di un verbale) – afferma che “è del tutto irrilevante che vi sia un verbale di presa in carico della strada. Se deve applicare un principio analogo a quello individuato da Cassazione n. 16374/2009 secondo cui la consegna della strada è irrilevante ai fini della titolarità della stessa e i provvedimenti amministrativi che determinano la natura di una strada sono meramente dichiarativi”. Peraltro afferma ancora il G.I. nella sua dettagliata motivazione: “appare irrilevante determinare chi sia l'effettivo proprietario della struttura perché rileva chi ha l'obbligo di mantenerla” e su tale aspetto rileva come “la manutenzione del manto compete all'ente proprietario della strada sovrapassante e quindi al Comune mentre non si ravvisa per quale motivo dovrebbe essere in capo al soggetto proprietario della strada sottopassante”. Il G.I. richiama poi sentenze della Corte di Cassazione coime la n. 21212/2015 e la n. 999/2014 secondo cui n tema di responsabilità per danni da cose in custodia, qualora il danno non derivi da un dinamismo interno della "res", in relazione alla sua struttura o funzionamento, ma presupponga un intervento umano che si unisca al modo d'essere della cosa inerte, il danneggiato può provare il nesso causale tra evento dannoso e bene in custodia unicamente dimostrando l'obiettiva situazione di pericolosità dello stato dei luoghi, tale da rendere probabile, se non inevitabile, il danno stesso. Accolte quindi tutte le ragioni del motociclista.

 

http://www.studiolegalecavalletti.it/responsabilita_ente_gestore.pdf

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