La sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio non travolge le disposizioni economiche. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 9004 del 31.03.2021).

La sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio [..]

  • Data:12 Aprile

 

Con la pronuncia in esame le Sezioni Unite intervengono al fine di risolvere il contrasto giurisprudenziale avente ad oggetto la pregiudizialità tra il giudizio di nullità del matrimonio ed il giudizio di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La Corte evidenzia come si tratti di due procedimenti distinti con finalità e presupposti differenti ragion per cui tra questi non sussiste alcun rapporto di pregiudizialità.

La diversità tra i due procedimenti giustifica, a parere della Corte, oltre alla coesistenza tra le due pronunce, nel caso in cui la delibazione della sentenza ecclesiastica intervenga dopo il passaggio in giudicato di quella di divorzio, l'inidoneità della sentenza ecclesiastica ad impedire la prosecuzione del giudizio ai fini della liquidazione dell'assegno.

L'obbligo di corrispondere l'assegno, infatti, deriva dalla dissoluzione della comunione materiale e spirituale, nell'impossibilità di ricostituirla oltre che volto a riequilibrare le condizioni economiche tra i coniugi.

Nella sentenza in commento le Sezioni Unite affermano che, anche nel nostro ordinamento, il titolo giuridico dell'obbligo di mantenimento non è costituito dalla validità del matrimonio oggetto della pronuncia ecclesiastica ma sull’accertamento dell’impossibilità della prosecuzione spirituale e morale tra gli stessi coniugi, derivante dallo scioglimento del vincolo matrimoniale civile o alla dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

In definitiva la Corte esclude che una sentenza con la quale sia stata dichiarata efficace nel nostro ordinamento la sentenza canonica di nullità del matrimonio precluda la prosecuzione del giudizio nel caso in cui il divorzio sia stato dichiarato con sentenza ma risulta pendente il processo atto ad accertare l'obbligo dell'assegno e l'ammontare di questo.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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