Licenziamento illegittimo e diritto alle differenze retributive per errato inquadramento

Licenziamento illegittimo e diritto alle differenze retributive .[..]

  • Data: 29 Gennaio

  

Lo Studio offre la disamina di una vertenza in materia di lavoro attinente ad un lavoratore che rivendicava  la illegittimità del licenziamento irrogato dalla parte datoriale nonché lle differenze retributive per svolgimento di lavoro a tempo pieno corrisposte nelle forme di apprendista.

A seguito di una contestazione disciplinare il lavoratore veniva licenziato.

Il dipendente, rappresentato e difeso dall' Avv. Carlo Cavalletti, ricorreva, dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Pisa, al fine di contestare il licenziamento ed accertare la natura subordinata del rapporto di lavoro.

Nello specifico, a mezzo della difesa, il lavoratore non solo contestava i fatti ascrittigli nella contestazione disciplinare ma deduceva di aver lavorato full time come lavoratore ordinario, quindi non apprendista, e di aver svolto ore in più rispetto all'orario pattuito.

Il ricorrente chiedeva accertarsi la natura subordinata del rapporto di lavoro, l'illegittimità del licenziamento nonché la condanna di parte convenuta al pagamento delle differenze retributive e contributive dovute, oltre interessi e rivalutazione dal giorno del dovuto al saldo, comprensive del ricalcolo del TFR e di tutti gli emolumenti dovuti in virtù della natura subordinata del rapporto.

Parte convenuta rimaneva contumace.

Le dichiarazioni dei testi confermavano la mancanza di prova dei fatti contestati al ricorrente.

Sempre dalle dichiarazioni emergeva, inoltre, l'effettiva mansione svolta dal ricorrente, l'effettivo orario di lavoro prestato nonché l'esperienza dello stesso nel settore di ristorazione il cui dato contrastava con la natura di apprendista.

In base a quanto sopra, il Giudice accertava lo svolgimento di un rapporto di lavoro a tempo pieno e condannava parte convenuta al pagamento delle differenze retributive, oltre alla somma da corrispondere a titolo di Tfr. Il tutto oltre interessi e rivalutazione dal diritto al saldo.

Dichiarato illegittimo il licenziamento irrogato, parte convenuta veniva, altresì, condannata al pagamento di una indennità pari a cinque mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi e rivalutazione.

Il Giudice disponeva, altresì, la condanna di parte convenuta al pagamento delle spese legali oltre gli oneri di legge.

                                                                                                                                                                                                                                                                               

Articolo redatto dall' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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Per accertare le differenze retributive del trasportatore non bastano i soli cronotachigrafi ma [..]

Per ottenere la cittadinanza occorre che lo straniero abbia risieduto in Italia senza interruzion [..]

  • Data: 31

“Per accertare le differenze retributive del trasportatore non bastano i soli cronotachigrafi ma occorrono anche altre prove esperite nel giudizio di accertamento” (Corte di Cassazione sentenza n. 6053 del 25 marzo 2016).

Il caso concerne una vertenza esperita da vari lavoratori per rivendicare differenze retributive relative ad ore di straordinari effettuati a favore di una ditta di autotrasporti.


Con la sentenza in commento la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha stabilito un interessante principio in tema di accertamento del lavoro prestato da un autotrasportatore, precisando che l'accertamento del lavoro straordinario prestato da un autotrasportatore, e della sua effettiva entità, non può fondarsi unicamente sui dischi cronotachigrafi, prodotti in originale od in copia fotostatica, ove da controparte ne sia disconosciuta la conformità ai fatti in essi registrati e rappresentati, in quanto da soli inidonei ad una piena prova, per la preclusione stabilita dall'art. 2712 cod. civ., occorrendo a tal fine che la presunzione semplice, costituita dalla contestata registrazione o rappresentazione anzidetta, sia supportata da ulteriori elementi, pur se anch'essi di carattere indiziario o presuntivo.
Il Tribunale di primo grado e successivamente la Corte di Appello avevano accolto le ragioni del lavoratore ritenendo provato il fatto costitutivo addotto proprio in forza dell'allegazione dei cronotachigrafi
La società datrice di lavoro proponeva ricorso per cassazione rilevando la erroneità e la carenza di motivazione della sentenza impugnata in ordine alla inutilizzabilità dei dischi cronotachigrafici essendo gli stessi stati disconosciuti.
La difesa del ricorrente riteneva infatti che le ore lavorate non possono essere desunte, solo ed esclusivamente, dai dischi e che quindi il lavoratore avrebbe dovuto dimostrare le proprie ragioni con altri strumenti probatori.

Con la sentenza oggi commentata la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla datrice sui seguenti presupposti: seppur è vero che  che l'accertamento del lavoro straordinario prestato da un autotrasportatore,  non può fondarsi unicamente sui dischi cronotachigrafici ove da controparte ne sia disconosciuta la conformità ai fatti in essi registrati e rappresentati se la domanda non è sorretta da altri elementi probatori.
Pur tuttavia il ricorso viene rigettato poiché, a dire della Suprema Corte, la sentenza di condanna aveva trovato fondamento anche in forza delle prove testimoniali escusse nel giudizio di primo grado e che avevano confermato lo svolgimento delle ore suppletive.
Infine la CTU svolta nel giudizio di primo grado ha accertato le ore effettive di guida giornaliera ed ha quantificato, in base a quanto pagato e sulla base del contratto collettivo, le differenze dovute per il lavoro in più svolto e non considerato dal datore di lavoro.
Si tratta quindi di un principio molto importante quello espresso nella decisione della Suprema Corte di Cassazione che comporta, nell'affrontare cause per i trasportatori, l'utilizzo dei dischi ma anche di altre prove come ad esempio i colleghi, i ddt e ogni altro documento utile.

 


commento Avv. Carlo Cavalletti
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