Conseguenze per il lavoratore che rifiuta la vaccinazione anti Covid 19.

Conseguenze per il lavoratore che rifiuta la vaccinazione anti Covid[..]

  • Data:3 Agosto

 

Nel corso di questo periodo il virus è cambiato così come il contesto socio-culturale e normativo.

I cittadini si sono adeguati ai cambiamenti che la pandemia ha creato ed anche il quadro normativo ha dovuto adattarsi al fine di risolvere le varie problematiche conseguenti.

Abbiamo, infatti, assistito ad un cambiamento delle abitudini quotidiane, affettive, lavorative e, dopo la prima fase, volta a contenere i contagi e la diffusione del virus, oggi, a seguito della disponibilità del vaccino anti-covid, uno dei aspetti spinosi riguarda la non obbligatorietà del vaccino e le conseguenze che questo comporta in particolare nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro si trova a ricercare il corretto e difficile equilibrio tra tutela delle libertà costituzionali, per colui che non vuole effettuare la vaccinazione, e tutela della salute degli altri lavoratori presenti in azienda.

In tale scenario risulta difficile per il datore di lavoro operare la giusta scelta anche in merito alle conseguenze da applicare per i soggetti contrari alla vaccinazione e presenti nel luogo di lavoro.

Nel corso dei mesi abbiamo anche assistito ad una evoluzione della giurisprudenza da parte dei Tribunali che si sono trovati ad affrontare contenziosi tra lavoratore e datore di lavoro sorti proprio a seguito del rifiuto ad effettuare la vaccinazione.

Interessante, sul punto, risulta essere l'ordinanza emessa, in questi giorni, dal Tribunale di Modena ed avente ad oggetto un caso sorto prima dell'approvazione del decreto n. 44 del 2021 il quale ha previsto l'obbligo di vaccinazione per i sanitari.

Il giudizio prendeva le mosse da un ricorso avanzato da due fisioterapiste di una RSA le quali venivano sospese dal posto di lavoro in quanto non vaccinate.

Nel caso di specie il Giudice, chiamato a decidere la vertenza, scrive nel provvedimento che: “il datore di lavoro si pone come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali e ha quindi l’obbligo ai sensi dell’articolo 2087 del Codice civile di adottare tutte quelle misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori”.

Il datore di lavoro può quindi sospendere dal servizio nonché dalla retribuzione il lavoratore che rifiuta di vaccinarsi.

La decisione del Giudice viene supportata anche dalla direttiva europea che, nel giugno 2020, ha incluso il Covid tra gli agenti biologici contro i quali è necessario tutelare gli ambienti di lavoro.

Il datore di lavoro ha il dovere di tutelare i propri dipendenti anche dal rischio di contrarre il virus.

L'ordinanza in esame puntualizza, altresì, come il rifiuto alla vaccinazione non può portare all'applicazione di sanzioni disciplinari ma può avere conseguenze sul piano della valutazione oggettiva dell'idoneità alla mansione.

Legittima, pertanto, la sospensione senza retribuzione dal posto di lavoro in caso di mancata vaccinazione del lavoratore che svolge la mansione a contatto con il pubblico o in luoghi chiusi e vicino ad altri colleghi.

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti 

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