Responsabile di omicidio stradale l'automobilista in caso di comportamento imprudente altrui (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 20912 del 27.05.2021).

Responsabilità di omicidio stradale [..]

  • Data:08 Giugno

 

Nella pronuncia in commento la Suprema Corte affronta, nuovamente, un caso di sinistro stradale che ha condotto alla morte del pedone.

La sentenza analizza la responsabilità dell'autista anche nel caso di pedone che attraversi fuori dalle strisce.

Nel caso di specie, l'automobilista veniva ritenuto responsabile ai sensi dell'art 589 comma 2 del codice penale in quanto con negligenza, imprudenza ed imperizia ed in violazione dell'art 140 c.p., a bordo del proprio veicolo ed effettuando una svolta a sinistra, investiva un pedone che stava attraversando al di fuori delle strisce.

Il pedone, a seguito dell'urto, riportava delle lesioni che gli cagionavano la morte.

L'automobilista ricorreva dinanzi alla Suprema Corte dove articolava la doglianza su tre motivi.

Parte ricorrente, a mezzo del difensore, lamentava violazione della legge processuale in relazione agli artt. 495 e 603 c.p.p., vizio di motivazione in riferimento alla richiesta di rigetto di rinnovazione del dibattimento nonchè, ex art 606 c.p.p. comma 1 lett. b), erronea applicazione della legge penale in ordine all'art 43 c.p. per quanto riguarda la nozione di colpa e concorso di colpa e vizio di motivazione  sotto il profilo dell'omessa verifica delle evidenze processuali.

Gli Ermellini, ritenendo i motivi non fondati, rigettavano il ricorso.

A parere della Suprema Corte la motivazione della Corte, seppur stringata, risultava idonea a chiarire che la condotta colposa, addebitabile a parte ricorrente, è stata la conseguenza del suo comportamento inadeguato alla guida in prossimità di una fermata degli autobus.

La posizione richiedeva, pertanto, una attenta guida al fine di evitare ogni possibile sinistro. Ciò in considerazione anche del fatto che risultava prevedibile un attraversamento sconsiderato da parte dei pedoni.

Il ragionamento appariva in linea con le risultanze della consulenza recependo anche, senza citarlo, il principio di affidamento.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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