Risarcimento dei danni in caso di sinistro causato da cane randagio. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 22522 del 10.09.2019)

Risarcimento dei danni in caso di sinistro [..] 

  • Data: 10 Ottobre

 

Risarcimento dei danni in caso di sinistro causato da cane randagio. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 22522 del 10.09.2019).

Con la sentenza in esame la Suprema Corte affronta il tema del risarcimento danni nel caso in cui il sinistro sia stato causato da un cane randagio. Nello specifico chiarisce chi, tra la Asl ed il  Comune sia il soggetto tenuto al risarcimento.

Nel caso in esame un soggetto citava in giudizio la Asl dinanzi al Giudice di Pace competente al fine di ottenere il riconoscimento della responsabilità della stessa in merito al sinistro verificatosi nonché il risarcimento dei danni patiti per un importo di circa € 4.900,00.

Costituitasi in giudizio la Asl eccepiva il difetto di legittimazione passiva e chiamava in causa il Comune.

Il Giudice di prime cure condannava la Asl, in solido con il Comune, al ristoro dei danni richiesti.

La sentenza veniva appellata dinanzi al Tribunale competente il quale accertava che il cane era randagio e che sussisteva la legittimazione passiva della Asl, tenuta alla vigilanza degli animali randagi e del Comune, tenuto all'organizzazione, al controllo e alla prevenzione dei cani randagi.

Anche il giudizio dinanzi al Tribunale si concludeva con la condanna della Asl che, pertanto, ricorreva in Cassazione.

Secondo la ricorrente la sentenza era censurabile per diversi motivi. In primo luogo la Asl sosteneva, che la sua competenza era di profilassi, polizia veterinaria e servizio di accalappiamento e non quella di verificare la presenza o meno di cani randagi sul territorio. Sosteneva, inoltre, la violazione dell'art 2697 c.c. in quanto la sentenza non aveva accertato nessun comportamento omissivo colposo della Asl, pertanto, l'unico soggetto responsabile era il Comune.

Il ricorso veniva dichiarato inammissible.

La Suprema Corte, dopo aver chiarito il riparto di competenza in materia tra Regione e Comune, richiama la giurisprudenza consolidata sul tema.

Il principio a cui la Corte rimanda è quello in base al quale la responsabilità civile per i danni causati da cani randagi è dell'ente o enti a cui la legge (in particolare le singole leggi regionali attuative della legge quadro n.281 del 1991) ha attribuito il “dovere di prevenire il pericolo specifico per l'incolumità della popolazione” ovvero il compito di cattura e custodia dei cani randagi.

La Asl, pertanto, risulta essere il soggetto individuato dalla normativa regionale quale competente in materia di prevenzione del randagismo con la conseguenza che sarà tenuta a risarcire i danni causati da cani incustoditi.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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