Computabilità del premio di fedeltà nel calcolo del TFR. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 3625 del 13.02.2020)

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  • Data:17 Marzo

 

Computabilità del premio di fedeltà nel calcolo del TFR. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 3625 del 13.02.2020).

 

Con la decisione in esame la Suprema Corte si pronuncia in merito alla computabilità del premio di fedeltà nel calcolo del TFR.

La vicenda sorgeva a seguito di un ricorso, presentato da un lavoratore, volto ad ottenere l'accertamento del diritto al computo, nel TFR, del premio di fedeltà previsto dalla contrattazione collettiva di riferimento.

Sia in primo grado che in appello la richiesta del lavoratore trovava accoglimento.

A parere dell'organo giudicante il riconoscimento del premio, nel calcolo del tfr, trovava fondamento sia nella protrazione del lavoro, per un certo periodo di tempo, e sia perchè legato allo svolgimento del rapporto di lavoro non occasionale.

La società datrice di lavoro, di diverso avviso, ricorreva dinanzi alla Suprema Corte.

Nello specifico il datore di lavoro contestava l'interpretazione del requisito della non occasionalità dell'erogazione, come componente necessaria della natura retributiva del premio; deduceva, altresì, la violazione di alcune norme del contratto collettivo.

Secondo il datore di lavoro, infatti, l'art 45 dispone che: "In subordine, ove l'esclusione del premio fedeltà dal compiuto del TFR non si accertata già ai sensi di legge, deve riconoscersi che tale esclusione discende comunque dalla norma contrattuale applicabile ratione temporis al caso di specie (art. 45 CCNL ACRI 1994) a ciò legittimata dall'art. 2120 comma 2 c.c.”

Gli Ermellini rigettavano il ricorso della società e confermavano la decisione della Corte di Appello facendo, anche riferimento, alla giurisprudenza maturata sul punto.

La Corte affermava che la determinazione del tfr si basa sulla sommatoria delle quote retributive accantonate dando rilievo alla qualità dell'emolumento corrisposto e valorizzando, in questo modo, il titolo dell'erogazione.

In definitiva, per la Suprema Corte, l'interpretazione della Corte di Appello, in merito all'art 40 del ccnl del 1987 e del 1992 risultava corretta.

In particolare è stata identificata la comune volontà delle parti (confermata nel ccnl del 1999) di definire la retribuzione di riferimento, ai fini del calcolo del tfr, e, fra gli emolumenti utili, vi rientra il premio di fedeltà.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti

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