Assegno di divorzio, è obbligatorio?

Assegno di divorzio, è obbligatorio?...[..]

  • Data: 23 Dicembre

     

Dalla riforma del 1975 la materia del diritto di famiglia è rimasta pressoché immutata per molto tempo.

In tempi recenti, però, vi sono stati diversi interventi in relazione all'assegno divorzile e ai criteri da seguire per la sua determinazione.

La quantificazione e la determinazione dell'assegno di mantenimento rappresenta uno dei motivi di conflitto tra due persone che si apprestano ad accettare o a subire la modifica della loro vita affettiva e personale.

La sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017, la cosiddetta sentenza “Grilli”, stravolge le regole di determinazione e quantificazione dell'assegno divorzile.

Nello specifico, secondo i Giudici, il divorzio recide ogni legame con l'ex coniuge e di conseguenza cesserebbe anche l'obbligo di mantenimento.

In sostanza viene eliminato il “precedente tenore di vita” tra i criteri a cui fare riferimento per la determinazione dell'assegno, salvo i casi in cui l'ex coniuge non sia in grado di mantenersi da solo.

Nel 2018 la Suprema Corte, a Sezioni Unite, con la sentenza n.18287 dell'11 luglio, ritorna sulla questione , cerca di risolvere il contrasto insorto ridefinendo i criteri e i principi da seguire.

In tale pronuncia, a differenza della sentenza “Grilli”, gli Ermellini tengono in considerazione ulteriori elementi tra i quali il contributo apportato dall'ex coniuge e la durata dell'unione.

I Supremi Giudici, infatti, affermano che: “il riconoscimento dell'assegno di divorzio richiede l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge istante e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive”. Si deve, pertanto, tenere in considerazione il contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune.

Ciò impone una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti interessate.

L'assegno di divorzio assume una funzione assistenziale nonché perequativa e compensativa.

Sulla scia degli interventi giurisprudenziali si assiste, anche, ad una volontà di intervenire dal punto di vista legislativo.

A seguito dell'intervento delle Sezioni Unite molteplici sono state le decisioni della Suprema Corte sulla questione.

Di recente, anche in relazione all'assegno di separazione, si assiste all'applicazione del criterio sancito in materia di divorzio. Gli Ermellini, infatti, nella recente pronuncia, la n.26084 del 2019, sottolineano, ancora una volta, la natura assistenziale dell'assegno, anche in sede di separazione, ribadendo, pertanto, il sorpasso del “tenore di vita” come parametro di riferimento.

Le diverse pronunce lasciano intravedere, sicuramente, un cambiamento oltre che delle condizioni delle parti interessate, anche del ruolo del  giudice chiamato ad esprimersi in materia di separazione e divorzio.

Considerato che, sul tema, la giurisprudenza appare in continua evoluzione, risulta difficile, sia citare tutti gli interventi in materia, sia esprimere una valutazione sugli esiti.

Ciò che, da addetti ai lavori, si auspica è, sicuramente, una maggiore definizione dei principi e delle regole da seguire al fine di eliminare, o quantomeno attenuare, i conflitti, in un ambito, così delicato, come  quello familiare.

Articolo redatto dall' Avv. Carlo Cavalletti e dall' Avv. Mariangela Caradonna  

c/o Studio Legale Cavalletti

Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

Tel: 050540471

Fax. 050542616

www.studiolegalecavalletti.it

www.news.studiolegalecavalletti.it

 

Leggi tutto...

La fattura non prova l'esistenza del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 17659 del 2 luglio 2019) .

La fattura non prova l'esistenza del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo [..] 

  • Data: 31 Luglio

La fattura non prova l'esistenza del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 17659 del 2 luglio 2019) .

 

Con la sentenza in esame la Corte conferma l'orientamento della giurisprudenza in tema di validità della fattura come prova nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

La vicenda riguardava una società di servizio idrico la quale chiedeva ed otteneva decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per il pagamento di circa 150 mila euro per servizio di fornitura di acqua potabile.

Il Comune proponeva opposizione sostenendo che le bollette in questione non costituivano titolo idoneo a fondare la pretesa.

Il Tribunale in primo grado rigettava l'opposizione ma la Corte di Appello competente, invece, riformava la sentenza e disponeva la revoca del decreto ingiuntivo.

La riforma delle sentenza si fondava sull'assenza di prova sia in riferimento all'esistenza del credito che in riferimento alla sua entità.

La questione giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione, la quale sosteneva che, benché le fatture siano documenti idonei per l'emissione del decreto ingiuntivo, in sede di opposizione queste non costituiscono prova dell'esistenza del credito.

A parere della Suprema Corte, in caso di opposizione, il credito va provato con “gli ordinari mezzi di prova dall'opposto”.Gli Ermellini ritengono, infatti, che nel caso in cui sorgano delle contestazioni in merito a fatture queste non siano da intendere come prova ma come un “mero indizio”.

In base al ragionamento seguito dalla Corte il ricorso, pertanto, veniva rigettato con conferma del provvedimento di revoca del decreto ingiuntivo emesso nei confronti del Comune.

Commento dell' Avv. Mariangela Caradonna

c/o Studio Legale Cavalletti


Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

Tel: 050540471

Fax. 050542616

www.studiolegalecavalletti.it

www.news.studiolegalecavalletti.it

 

Leggi tutto...

Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è atto idoneo ad interromperla. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 18672 depositata l'11.07.2019).

Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è [..] 

  • Data: 31 Luglio

Compravendita ed interruzione della prescrizione: la messa in mora è atto idoneo ad interromperla. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 18672 depositata l'11.07.2019).

 

L'intervento a Sezioni Unite dirime il contrasto in materia di prescrizione in caso di azione di garanzia per vizi a seguito di un contratto di compravendita.

In particolare la Corte chiarisce che, anche, l'atto stragiudiziale di messa in mora è sufficiente ad interrompere il termine di prescrizione.

La giurisprudenza sul punto si divideva tra chi,  riteneva sufficiente ad interrompere la prescrizione qualsiasi comunicazione stragiudiziale e fra chi, invocando la particolare natura della garanzia per vizi, riteneva non applicabile la disciplina generale delle cause interruttive.

La Corte ha risolto il contrasto ritenendo, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 1219 c.c. e 2943 c.c. idonei ad interrompere la prescrizione sia l'atto di costituzione in mora sia la domanda giudiziale.

Pertanto, nel caso di un contratto di contratto di compravendita, è sufficiente che l'acquirente comunichi i vizi al venditore tramite una comunicazione formale ai sensi dell'art. 1219 c.c.

Le Sezioni Unite specificano che basta la manifestazione di volontà del compratore, di esercitare la garanzia anche quando il soggetto riservi, in un momento successivo, la scelta del tipo di tutela.

L'acquirente, nel momento in cui decide di far valere la garanzia fa valere l'inadempimento di una obbligazione del venditore, pertanto, è lecita anche una manifestazione di volontà in tal senso di natura extraprocessuale.

Il principio affermato dalla Corte mira ad evitare di ricorrere in giudizio tutte le volte in cui occorre interrompere il termine breve di prescrizione.

A parere della Corte consentire l'interruzione della prescrizione tramite l'atto stragiudiziale potrebbe evitare l'aumento di giudizi inutili, infatti, consente al venditore, avvisato del vizio presente, di intervenire senza la necessità di un'azione giudiziale.

 

Commento dell' Avv. Mariangela Caradonna

 

c/o Studio Legale Cavalletti


Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

Tel: 050540471

Fax. 050542616

www.studiolegalecavalletti.it

www.news.studiolegalecavalletti.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Log in

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy & Informativa Privacy.

Cliccando su "OK" acconsenti all’uso dei cookie.