Appaltatore subentrante ed assunzione dei dipendenti inidonei alle mansioni. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 28415 del 14.12.2020).

Appaltatore subentrante ed assunzione dei dipendenti inidonei sopravvivenza.  ..[..]

  • Data: 12 Gennaio

 

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ritorna sul tema della responsabilità medica ponendo l'attenzione, ai fini di una condanna per omicidio colposo del personale medico, sulla percentuale di sopravvivenza del paziente.

Il caso riguardava un paziente, affatto da grave patologia, e che necessitava di un intervento chirurgico con urgenza.

La struttura presso la quale il paziente si trovava in stato di ricovero non era in grado di effettuare l'intervento e provvedeva al trasferimento dello stesso presso struttura idonea ma senza, tuttavia, assicurare probabilità di sopravvivenza pari al 70% dopo l'intervento.

A seguito dell'intervento il paziente decedeva. I medici venivano condannati in solido con l'azienda sanitaria al pagamento di una provvisionale nonché al risarcimento dei danni.

In sede di appello i medici venivano assolti “perchè il fatto non sussiste” e veniva, per il resto, confermata la sentenza di primo grado.

La Corte di Appello escludeva il nesso causale tra la condotta dei medici e il decesso del paziente.

La vicenda giungeva dinanzi alla Suprema Corte dove le parti civili lamentavano travisamento della prova e violazione di legge. L'azienda sanitaria, invece, rilevava che, a seguito dell'assoluzione dei medici, non venivano revocate le statuizioni civili.

Quanto alle ragioni delle parti civili gli Ermellini le consideravano infondate.

A parere dei giudici non vi era stato alcun travisamento della prova e l'insussitenza del nesso causale si basava sulle conclusioni rese dai CTU nominati dal PM.

In sostanza la decisione della Corte di merito appare corretta tenuto conto che una tempestiva disgnosi non avrebbe eliminato il ragionevole dubbio sulla morte del paziente.

Per quanto riguarda le argomentazioni dell'azienda sanitaria la Suprema Corte le considera fondate ed afferma che, a fronte dell'assoluzione dei due medici, la Corte di Appello avrebbe dovuto revocare le statuizioni civili.

Pertanto la sentenza veniva annullata con rinvio limitatamente alla conferma delle statuizioni civili.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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