Diritto Penale

Il reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi alla luce della legge n. 41/2016.

Il reato di omicio stradale e di lesioni personali stradali [..] 

  • Data: 22 Luglio

Il reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi alla luce della legge n. 41/2016.

 

A seguito dei fatti di cronaca avvenuti nelle ultime settimane appare opportuno esaminare l'assetto normativo in caso di reati derivanti dalla violazione delle norme del codice della strada.

Di recente, infatti, si contano molte vittime, soprattutto tra i giovani, a seguito di sinistri stradali, spesso causati da soggetti alla guida poco attenti o in stato di alterazione psicofisica.

Il regime, attualmente in vigore, prevede pene più severe ma ciò nonostante il numero delle vittime è in aumento.

Forse la scarsa conoscenza della legge, ma soprattutto la poca conoscenza della pena prevista dalle norme genera l'erronea convinzione della non punibilità della condotta negligente o imprudente.

La legge n. 41 del 23.03.2016 ha introdotto due nuove fattispecie di reato, ovvero il reato di  omicidio colposo stradale previsto e punito dall'art 589 bis  c.p. e il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime previsto e punito dall'art. 590 bis c.p.

Nonostante siano passati ormai alcuni anni dall'entrata in vigore della predetta legge, a nostro avviso, appare utile esaminare le norme e il regime sanzionatorio che consegue alla loro violazione. Ciò, al fine di portare maggior conoscenza delle novità introdotte e maggiore consapevolezza delle conseguenze.

La ratio della legge mira a tutelare il bene giuridico dell'incolumità personale.

Secondo la logica del legislatore, solo attraverso un inasprimento del regime sanzionatorio, il bene giuridico dell'incolumità personale può essere, maggiormente, tutelato.

La nuova disciplina riguarda non solo le condotte derivanti da negligenza, imprudenza o semplice disattenzione nel rispetto delle norme basilari ma anche le condotte, gravemente colpose e pericolose, in cui l'evento lesivo si determina per alterazione psicofisica a seguito di assunzione di sostanze stupefacenti o di alcol.

L'art 589 bis c.p. prevede tre diverse ipotesi di reato di omicidio colposo stradale alle quali corrispondono tre diversi gradi di regime sanzionatorio.

La norma punisce con la reclusione da due a sette anni“chiunque cagiona per colpa la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale”.

La pena è della reclusione dagli otto ai dodici anni nel caso in cui il soggetto si trovi alla guida con alterazione psicofisica in seguito all'assunzione di sostanze stupefacenti o con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

L'ultima ipotesi prevede, invece, la pena della reclusione dai cinque ai dieci anni  se il tasso alcolemico è tra 0,8 e 1,5 g/l.

Alla medesima pena è assoggettato il conducente che:

  • circoli nel centro urbano ad una velocità pari al doppio di quella consentita e comunque non inferiore ai 70km/h o che circoli su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50km/h rispetto alla velocità massima consentita;
  • attraversi un'intersezione con il semaforo rosso o sia contromano;
  • inverta il senso di marcia in prossimità di intersezioni, curve o dossi o compia un sorpasso nei pressi di un attraversamento pedonale o in presenza di linea continua.

La pena più grave della reclusione dagli otto ai dodici anni è, altresì, applicata al conducente in stato di ebbrezza, seppur lieve, ma che svolga l'attività professionale di trasporto di persone o cose.

La riforma trattata ha introdotto anche l'aggravante, ad efficacia comune, per chi si trovi alla guida sprovvisto di patente o con patente sospesa o revocata ed una aggravante ad efficacia speciale, prevista dall'art 589 ter c.p, e che riguarda il caso in cui il conducente, responsabile di omicidio stradale, sia fuggito a seguito dell'incidente.

Oltre alle circostanze di cui sopra, l'art 589 bis c.p. prevede, anche, l'applicazione dell'attenuante ad efficacia speciale, con diminuzione della pena fino alla metà, nel caso in cui la morte non derivi esclusivamente dall'azione od omissione del soggetto colpevole.

Tra le novità introdotte dalla legge n. 41 del 2016 segnaliamo anche le conseguenze previste sulla patente,  in determinati casi è infatti disposta la revoca o la sospensione della stessa.

Per quanto riguarda il regime della prescrizione la legge prevede il raddoppio dei termini di prescrizione nel caso in cui il soggetto, ritenuto colpevole, sia in stato di ebbrezza o abbia assunto sostanze stupefacenti.

Inoltre il legislatore ha previsto che le perizie possono essere disposte d'ufficio dal Giudice o, nei casi in cui vi sia urgenza o la possibilità di pregiudicare le indagini, dal Pubblico Ministero

Infine, nel caso in cui siano coinvolti più soggetti la pena applicata è quella prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo.

La seconda norma introdotta è l'art 590 bis c.p. la quale disciplina il reato di lesioni stradali.

Anche in questo caso il legislatore prevede tre diversi regimi sanzionatori riconducibili alle fattispecie  di cui all'art. 589 bis c.p. con l'applicazione delle medesime circostanze aggravanti ed attenuanti.

L'unica differenza tra le due norme riguarda il caso di lesioni plurime dove la pena, aumentata fino al triplo, non può essere superiore ai sette anni.

Il quadro normativo descritto mostra l'intento chiaro e condivisibile del legislatore che, purtroppo, si scontra con i fatti di cronaca, non certo positivi, delle ultime settimane.

Appare, pertanto, legittimo chiedersi quale sia “l'elemento debole della catena”, il sistema normativo, i controlli non sufficienti o ancora la spasmodica ricerca del “divertimento” non sano ed illegale.

Auspichiamo che la maggiore conoscenza della legge possa, insieme, ad una maggiore consapevolezza, responsabilizzare tutti per una maggiore sicurezza di noi stessi e degli altri.

 

 

Articolo redatto dall' Avv. Carlo Cavalletti  e dall' Avv. Mariangela Caradonna

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