Diritto Civile

Legittimari e azione di riduzione. Possibile la surroga del creditore quando il legittimario pretermesso sia rimasto inerte(Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 16623 depositata il 20.06.2019) .

Legittimari e azione di riduzione. Possibile la surroga del creditore [..] 

  • Data: 18 Luglio

Legittimari e azione di riduzione. Possibile la surroga del creditore quando il legittimario pretermesso sia rimasto inerte(Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 16623 depositata il 20.06.2019) ..

La vicenda riguarda l'esperibilità dell'azione di riduzione da parte dei creditori dei legittimari pretermessi nel caso in cui questi siamo rimasti inerti.

Nello specifico un istituto bancario otteneva ricorso per ingiunzione nei confronti di una società e dei soci illimitatamente responsabili. Il decreto, in assenza di opposizione dei debitori, diveniva definitivo.

La banca si attivava per recuperare quanto dovuto e scopriva che i debitori erano stati pretermessi dall'eredità della nonna la quale, con testamento olografo, aveva istituito unica erede la figlia ovvero la zia degli ingiunti.

La banca agiva in giudizio al fine di far dichiarare nullo o inefficace il testamento nella parte in cui ledeva la quota di legittima ad essi spettante.

In primo grado il Tribunale rigettava la domanda poiché sulla base dell'art. 557 c.c. il creditore non aveva titolo per surrogarsi ai legittimari nell'esperimento dell'azione di riduzione.

Tale decisione veniva riconfermata anche dalla Corte di Appello competente.

La banca proponeva, pertanto, ricorso per Cassazione.

L'analisi degli Ermellini si incentra sulla possibilità per i creditori di surrogarsi ai legittimari pretermessi qualora questi siano rimasti inerti. Il ragionamento della Corte prende le mosse dall'art. 557 c.c., in particolare, la Corte, chiarisce se, tra i soggetti individuati dalla norma, possono ricomprendersi, tra gli aventi causa, anche, i creditori.

Nella sua interpretazione la Corte prende in esame anche gli artt. 524c.c. e 2900 c.c.

L'art. 2900 c.c. al fine di consentire al creditore di soddisfare le proprie ragioni consente allo stesso la surroga, ciò nel caso in cui i diritti abbiano carattere patrimoniale e non si tratti di diritti disponibili. Tale norma letta in correlazione con l'art. 557 c.c., la quale prevede la possibilità di surroga da parte degli aventi causa dei legittimari, conferma la circostanza che non si tratta né di diritto indisponibile né di diritto personale. Inoltre, il terzo comma del suddetto articolo, preclude ai creditori di agire in riduzione nel caso in cui il legittimario abbia accettato con beneficio di inventario. La lettura combinata delle norme citate consente, pertanto, di intendere in senso ampio l'elenco dei soggetti indicati dall'art 557 c.c.

La Suprema Corte richiama anche l'art 524 c.c. il quale prevede che se il chiamato all'eredità rinuncia con lo scopo di frodare i creditori, quest'ultimi sono legittimati ad accettare in nome e per conto del rinunciante.

In definitiva sulla base dell'esame delle norme citate la Corte rende legittima la surroga del creditore in luogo del legittimario pretermesso.

La Corte, nel caso di specie, ha accolto il ricorso e ha rimesso la questione dinanzi alla Corte di Appello competente.

Commento Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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